Cassa malati 2027
Con 4’300 franchi al mese lavori fino al 21 febbraio solo per pagare la cassa malati.
- 603,60 fr.al mese: il premio medio di un adulto in Ticino, quasi un quarto più della media svizzera.
- 52 giornidi lavoro all’anno solo per il premio, con 4’300 franchi netti al mese.
- 13 giugnofin qui si lavora con 1’350 franchi netti: un mese vero di lavoro in albergo.
I numeri
Fino a cinque mesi di lavoro solo per la cassa malati
Ogni quadrato è un giorno dell’anno. In rosso, i giorni di lavoro che servono solo a pagare il premio medio di un adulto in Ticino: 603,60 franchi al mese. Il premio è lo stesso; cambia solo quello che entra.
8 febbraio
39 giorni di lavoro
Lo stipendio ufficiale: 5’708 franchi
È lo stipendio mediano lordo, a tempo pieno, che pubblica la Confederazione. In Svizzera, in media, basta arrivare al 26 gennaio. Ma in tasca, a fine mese, a molti arriva molto meno.
- 5’708 franchi lordi (stipendio mediano ufficiale): fino all’8 febbraio.
- 4’300 franchi netti: fino al 21 febbraio.
- 3’500 franchi netti: fino al 4 marzo.
- 2’200 franchi netti, lavoro a ore: fino all’11 aprile.
- 1’350 franchi netti, un mese in albergo: fino al 13 giugno.
Il premio è uguale per tutti. Il calendario no.
Il tuo conto
E tu, fino a quando?
Il tuo giorno?
Scrivi i due importi e premi il pulsante: qui compare il giorno fino a cui lavori solo per la cassa malati.
La RIPAM
La RIPAM? Ti aiuta con lo stipendio di tre anni fa.
La conosciamo bene, e va chiesta. Ma così com’è, per chi perde il lavoro, lavora a ore o si separa è un aiuto che arriva tardi, calcolato su un reddito che non c’è più, e solo se sai dove scriverlo.
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2024
Conta il reddito di tre anni fa
Per la RIPAM del 2027 il Cantone parte dalla tassazione del 2024. Se nel frattempo hai perso il lavoro, per il calcolo guadagni ancora come allora, a meno che tu non lo segnali.
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Tocca a te
Le eccezioni vanno chieste
Disoccupazione, malattia, separazione: si può usare la situazione di oggi, ma devi segnalarlo tu, nello spazio per le osservazioni del modulo. Chi non lo sa resta con il calcolo vecchio.
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Dal mese dopo
Il passato non lo copre
Se la domanda arriva durante l’anno, il diritto parte dal mese successivo. I mesi prima restano tutti da pagare, anche quelli già finiti in esecuzione.
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115’000
Quasi un ticinese su tre
Tante sono le persone che ricevono la RIPAM; nel 2025 sono stati spesi 426 milioni. Quando così tanti hanno bisogno di un sussidio per pagare un’assicurazione obbligatoria, il problema non è il sussidio: è il premio.
Chiedila comunque. È un tuo diritto e non conta come aiuto sociale. Ma da sola non basta.
Chi decide
Loro decidono. Tu paghi.
Sono loro a fare le regole della cassa malati. Con il tuo stesso premio, 603,60 franchi al mese, finiscono di pagarlo a gennaio.
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Foto: Cancelleria federale Approva i premi
Elisabeth Baume-Schneider
Consigliera federale, capo del Dipartimento federale dell’interno. Il suo dipartimento approva ogni anno i premi di tutte le casse malati.
478’166 franchi l’anno
Con lo stesso premio le basta lavorare fino al 6 gennaio.
Dopo quattro anni in carica ha diritto a metà dello stipendio a vita. Si riduce solo se, sommata ad altri redditi, supera lo stipendio pieno.
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Foto: Pakeha, CC BY-SA 4.0 Responsabile della RIPAM
Raffaele De Rosa
Consigliere di Stato, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità. Dal suo dipartimento dipende la riduzione dei premi.
240’000+ franchi l’anno
Con lo stesso premio gli basta lavorare fino al 12 gennaio.
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Può cambiare la legge
Il Parlamento federale
Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati. Possono cambiare la legge sull’assicurazione malattie, a cominciare dall’obbligo.
130–150’000 franchi l’anno a testa
Con lo stesso premio basta lavorare fino al 21 gennaio.
Tra onorari e indennità, per un incarico svolto accanto al proprio lavoro.
Le richieste
Cosa chiediamo, nero su bianco
La Confederazione dice che in Ticino lo stipendio mediano è di 5’708 franchi lordi: metà di chi lavora guadagna meno. Se per lo Stato quella è la normalità, chi sta sotto non può pagare il premio intero. Quattro principi e cinque correzioni da fare subito, scritti come articoli, perché è lì che devono finire.
I principi
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Art. 1
Libertà di scelta
Nessuno può essere obbligato per legge a comprare un’assicurazione malattia.
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Art. 2
Sotto i 2’750 franchi, premio zero
Finché l’obbligo resta, chi ha entrate nette sotto i 2’750 franchi al mese non paga il premio: lo paga lo Stato, per intero. Oggi, a quel livello, il premio medio si porta via più di un quinto di tutto quello che entra.
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Art. 3
Sotto lo stipendio ufficiale, lo Stato paga il 70%
Chi guadagna meno dei 5’708 franchi lordi della statistica ufficiale riceve dallo Stato, insieme alla RIPAM, il 70% del premio. Con il premio medio vuol dire pagare 181 franchi al mese invece di 603,60.
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Art. 4
Il cantone più anziano non può pagare da solo
In Ticino un abitante su quattro ha più di 65 anni, contro il 19,5% della Svizzera, e il costo per assicurato è il più alto del Paese: 6’051 franchi l’anno contro 4’938. Dai 26 anni il premio è lo stesso a qualsiasi età: chi ne ha trenta paga quanto chi ne ha ottantacinque, anche se i costi crescono con gli anni. Così il conto dell’età finisce su chi lavora. La Confederazione deve compensare i cantoni più anziani.
Subito
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Art. 5
La RIPAM sul reddito di oggi
Non su quello di tre anni fa. Chi perde il lavoro o scende a poche ore deve avere la riduzione ricalcolata subito, senza doverlo scoprire e chiedere nelle osservazioni di un modulo.
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Art. 6
Ogni caso entro 30 giorni, con gli arretrati
Ogni domanda di RIPAM riceve una decisione entro 30 giorni. Se tarda, la riduzione vale in via provvisoria e copre anche i mesi passati ad aspettare.
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Art. 7
Niente esecuzioni mentre si aspetta
Finché una domanda di RIPAM è aperta, niente precetti esecutivi per i premi dello stesso periodo.
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Art. 8
Libertà di cambiare cassa
Oggi chi ha premi arretrati in esecuzione non può cambiare cassa finché non ha pagato tutto. Resta bloccato nella cassa di cui non riesce a pagare i premi.
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Art. 9
Nessuna paura per il permesso
La riduzione dei premi non conta come aiuto sociale. Va scritto nero su bianco, perché nessuno rinunci a un diritto per paura.
Più siamo, più pesa.
Manda su WhatsAppChi c’è dietro
È successo a me. Per questo lo faccio.
Vivo e lavoro in Ticino. Quando ho preso la residenza in Svizzera ho chiesto due preventivi online per la cassa malati. La prima cassa a cui l’avevo chiesto ha avviato subito l’affiliazione: era la più cara. I reclami non sono serviti a niente.
Finché ho avuto un lavoro, ho pagato. Poi l’ho perso e i pagamenti si sono fermati: precetti esecutivi, un anno e mezzo di premi arretrati, un’esecuzione. Ho chiesto la RIPAM: dopo più di un anno e mezzo, ancora nessuna risposta.
Un mese, lavorando in albergo, ho guadagnato 1’350 franchi netti. Il premio era lo stesso. E ogni volta che pensavo di chiedere aiuto, la stessa paura: il rinnovo del permesso.
Non lo racconto per pietà. Lo racconto perché succede a tanti, e finché ognuno se lo tiene per sé il sistema resta com’è. Questa campagna serve a contare i casi e a portarli dove si decide.
Il tuo caso
È successo anche a te? Raccontalo.
Dieci domande, due minuti, nessun nome. Le risposte diventano numeri che portiamo ai giornali: quanti aspettano la RIPAM, quanti hanno un’esecuzione, quanti lavorano a ore.
- Casi raccolti
- 0
- Attesa media per la RIPAM
- 0 mesi
- Con precetti esecutivi
- 0%
- Hanno paura per il permesso
- 0%
Grazie. Il tuo caso è stato registrato.
Ogni caso conta. Fallo girare: più siamo, più pesa.
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